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Governo Monti, Fini: "La Camera abolirà il vitalizio degli ex parlamentari"

Sabato 19 Novembre 2011, 15:03 in Italia di

All'indomani del voto della fiducia alla Camera, diamo un'occhiata alle dichiarazioni di chi fino a pochi giorni fa dominava la politica italiana.

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All'indomani del voto di fiducia alla Camera, sono molte le aspettative verso il nuovo Governo e il suo Presidente del Consiglio, Mario Monti.

Anche fra i politici che fino a una settimana fa dominavano la politica italiana c'è chi torna a farsi sentire per dare il suo appoggio, come Gianfranco Fini che ha dichiarato:

"Dovremo garantire nei mesi prossimi la tenuta del governo: si parte con la volontà di scalare una montagna, ma c'è l'obiettivo di creare una società attraverso quelle riforme che dovranno essere all'insegna dell'equità e che dovranno riguardare tutti a partire dai più fortunati. Se vogliamo uscire dalla travagliata storia che abbiamo alle spalle dobbiamo dire basta alle alleanze costruite solo per battere un avversario. I prossimi mesi saranno la cartina al tornasole di questo livello di responsabilità".

Lo stesso Fini ha poi rivelato un particolare che, se confermato, sarebbe la riprova di un cambio guardia nelle abitudini di fare politica che per decenni hanno avvelenato il nostro Paese:

"Tra qualche settimana la Camera abolirà il vitalizio degli ex parlamentari. Non è la politica che costa, sono gli apparati, gli enti e i parlamentari a incidere".

E ha aggiunto:

"Questo è l'ultimo governo in grado di far uscire l'Italia dalla crisi: se dovesse fallire, rischia di fallire l'Italia intera".

Appoggio ma con riserva, invece, per il segretario del Pdl Angelino Alfano che ha tuonato:

"Saremo leali ma non subalterni e quindi, se ci saranno deviazioni e forzature, non avremo esitazione a negare il nostro sostegno. In sostanza saremo leali con chi sarà leale con noi".

E ha aggiunto:

"Diciamolo chiaramente: se oggi è nato il governo Monti ciò è stato consentito da Silvio Berlusconi, se Berlusconi non fosse stato d'accordo il governo Monti non si sarebbe fatto".

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5 commenti
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22 Nov 2011
alle 09:13

Motorcafè Due

secondo me qui ci sono paure ingiustificate. le banche in italia hanno già molto piu potere di quanto non ne abbiano in altri paesi europei. non riesco ad immaginare una situazione in cui ne traggano ancora piùprofitto anche perchè obbiettivamente l'italia di oggi è una rapa a cui non si può cavare altro sangue. per una volta in cui otteniamo dei ministri scelti da un esperto per quello che sano fare e non per la spartizione delle cariche tra i partiti , io credo che sarebbe il caso di dargli fiducia. dopo quasi 20 anni di Berlusca ormai siamo vaccinati anche alla scabbia...

4
21 Nov 2011
alle 12:06

luc

come diceva totò "ma ci facci il piacere!"... l'università i-tagliana (ed i politecnici) controllata da industria e finanza!...asservita ai "poteri forti" delle logge massoniche dei docenti e rettori, questo si, come la sanità e la pubblica amministrazione (di alto livello) in genere... ma chi vuole che se la "compri" l'università i-tagliana?... e quand'anche fosse, visti i risultati sociali di quella attuale, è una ragione sufficente per non cambiare niente?... in ogni caso la mia osservazione era riferita al post-laurea, ed alla situazione creata da  migliaia di giovani neo-iscritti agli albi professionali, che in quanto tali non sono più disoccupati, contribuendo a falsare i dati già da emergenza pubblica riguardanti l'occupazione giovanile... professionisti senza lavoro = cavalieri erranti senza battaglie da combattere... il rischio è che prima o poi i "poteri forti" ne inventino una... 

3
21 Nov 2011
alle 11:52

Paolo

Il problema dell'Università non è che offra lauree non spendibili. La cultura è sempre utile e migliora sia la vita dell'individuo, sia la società. Il rischio è quello di creare un'università controllata da industria e finanza, come sono già certe facoltà di economia e ingegneria, dove non si impara a ragionare e decidere, ma a applicare passivamente modelli già esistenti di capitalismo. La scelta di mettere Profumo (ex preside di Ingegneria a Torino, poi presidente del Cnr nominato dalla Gelmini) all'Istruzione purtroppo va in questa direzione: creare un'università sottomessa ai poteri forti.

2
21 Nov 2011
alle 08:56

luc

se l'obiettivo finale è quello di ridurre i costi dell'apparato "politico" italizao (intendo con questo anche la monumentale ed obsoleta organizzazione ministeriale e para-ministeriale esistente) allora iniziare con il vitalizio è usare una chiave giusta, condivisa largamente... il timore che tale risanamento si fermi alle enunciazioni di principio è fondato, essendo poi molto più semplice ripartire tra i molti i sacrifici (vedi ritorno della imposizione fiscale sulla prima casa, ipotesi di revisione verso l'alto naturalmente delle rendite catastali e conseguente inasprimento ICI generale);

per quanto concerne gli ordini professionali, colpevoli di tutti i mali della nostra società, sono personalmente d'accordo ad eliminarli, subito, purchè parallelamente si eliminino le responsabilità penali in capo ai professionisti (parlo soprattutto del settore edilizio) responsabilità che oggi li trasformano in veri e propri capri espiatori, al contrario della "media" della regolamentazione europea che li vede come semplici prestatori di servizi punibili con sanzioni amministrative sempre e comunque, ma penali solo in caso di dolo acclarato... dopo di che tutto si può fare, ma non dimentichiamo che l'ordine professionale "deve" iscrivere il professionista che supera un esame di stato, e che l'esame di stato non è gestito dagli ordini, ma dal mondo accademico (università e politecnici) dove gli ordini inrtervengono, utili idioti, quali la classica foglia di fico... abbiamo sentito molto da monti, ma una vera riforma dell'assetto universitario italiano, produttore di cattedre inutili e di lauree non spendibili, vero e proprio parcheggio di disoccupazione giovanile, lo vogliono fare, i professori?... io ne dubito, ma spero di sbagliarmi.

1
19 Nov 2011
alle 17:36

Carlo Forin

Fate bene ad incentrare questo problema del vitalizio ai parlamentari che possono ricevere la fiducia perduta da 1 Italiano su 4 e spianare la strada al governo per l'abolizione delle pensioni di anzianità di tutti.

Se lo mantengono ci dicono - no, tu no - e perdiamo tutti.

Vi propongo già il secondo punto: abolizione degli ordini professionali. Se si votasse questa iniziativa, notatevi i nomi di chi voterà contrò o sarà assente!

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