Roberto Maroni, intervistato da Daria Bignardi su La7, parla del suo rapporto con Umberto Bossi e del governo Monti. Nel post i video dell'intervista.
Torna a parlare Roberto Maroni reduce da due settimane di alti e bassi con l'amico di sempre, "il capo", il leader del Carroccio Umberto Bossi, e lo fa ai microfoni de Le Invasioni Barbariche trasmissione condotta da Daria Bignardi.
Maroni, già da Fazio, aveva assicurato che con Bossi non c'era più alcuno scontro ma alla domanda se fosse finita o no la crisi all'interno della Lega, aveva replicato:
"Spero di sì. Non è la prima volta che succede. Queste cose mi hanno ferito".
Un'amarezza che è emersa anche in quest'ultimo intervento televisivo, quando parlando di Bossi, pur ribadendo il concetto di "amicizia trentennale", ha ammesso:
"Ci sono alcune posizioni che non ho condiviso, ma è la nostra storia, ci conosciamo da trenta anni e non sempre la pensiamo allo stesso modo, anche negli ultimi tempi non ho condiviso alcune sue posizioni ma con l'amicizia si superano".
L'ex ministro dell'Interno ha poi risposto alla domanda sull'eventualità di una Lega senza Bossi:
"La Lega elegge il segretario con il congresso federale, il prossimo congresso federale quando ci sarà eleggerà il segretario. Bossi è il segretario federale della Lega e rimarrà tale finché deciderà di esserlo, è il padre fondatore della Lega, e finora ha funzionato bene il sistema".
Maroni ha poi dichiarato di essere "nato con la Lega" e perciò di sperare che "la Lega possa continuare anche dopo di me".
Il "più amato dai leghisti" ha inoltre espresso il suo parere sul declassamento deciso da Fitch che ritiene essere imputabile alla pessima azione governativa di Monti & Co.
"La nuova bocciatura dell'Italia non viene a caso, viene per l'azione del governo".
Maroni ha dato quindi ragione a Bossi quando ha lanciato l'ultimatum a Berlusconi dandogli della "mezza cartuccia" e ha auspicato che si vada ad elezioni nel più breve tempo possibile:
''La democrazia è questo: mentre il governo tecnico non è eletto dal popolo, è una compressione della democrazia''.
Qui l'intervista di Daria Bignardi a Maroni:
LINK UTILI:
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