La disoccupazione giovanile ha raggiunto livelli molto alti, un fatto grave che rende difficile ogni ulteriore riforma del lavoro, soprattutto se si parla di licenziamenti.
In questi ultimi mesi abbiamo sentito parlare tanto di sacrifici, equità, bene comune, impegno e data la situazione di profonda crisi finanziaria che sta vivendo il nostro Paese e con lui tutta l'Europa, "abbiamo ingoiato il rospo", fuori metafora abbiamo accettato nuove tasse e rincari (qui l'elenco completo).
Per fortuna, il governo Monti sta studiando un piano mirato alla crescita dell'economia (ecco il pprogramma) con misure strutturali che dovrebbero rilanciare il nostro Paese sui mercati.
Tuttavia, i dati che provengono dall'Istat sulla disoccupazione in Italia sono a dir poco inquietanti.
Il tasso di disoccupazione giovanile a novembre - riporta Repubblica - è arrivato al 30,1%, in aumento di 0,9 punti percentuali rispetto a ottobre e di 1,8 punti su base annua.
Il tasso di disoccupazione in generale a novembre è all'8,6%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a ottobre e di 0,4 punti su base annua.
Nel terzo trimestre 2011 il tasso di disoccupazione è stato pari al 7,6%, un decimo di punto in più rispetto al terzo trimestre 2010.
La situazione non è quindi critica, lo sa bene il governo, e lo sanno bene i sindacati che con Monti & Co intendono collaborare senza, però, venire a patti su questioni fondamentali come i licenziamenti.
A trainare il carro delle parti sociali è Susanna Camusso, leader della Cgil, (CreditImage@InfoPhoto) che ha confermato in un'intervista a Repubblica l'istituzione di un unico tavolo di confronto con il governo e tutte le parti sociali, per discutere della riforma del lavoro.
La Camusso ha confermato la ferma volontà dei sindacati di non venire a patti sull'articolo 18 (qui le proposte del Ministro Elsa Fornero) perché "ha una funzione deterrente per i licenziamenti senza giusta causa e per questo non può essere né aggirata né modificata".
La leader della Cgil ha anche parlato della proposta sul contratto unico avanzata dal Prof. Ichino:
"Nella proposta Ichino c'è una massiccia dose di propaganda. Si sostiene che serva a superare il dualismo del mercato del lavoro. Però introduce una nuova forma di contratto, cosa di cui non c'è alcuna necessità, mentre bisognerebbe ridurre le tipologie contrattuali e far costare di più i contratti flessibili, da quelli a termine legati alla stagionalità e a precise casualità, ai contratti di collaborazione a progetto per le più alte professionalità non certo per chi è addetto alle fotocopie".
LINK UTILI:
Articolo 18: le proposte della Fornero su lavoro, contratti e salari
Accise benzina Italia: ecco tutti gli aumenti
Bollo Auto 2012: quando pagare e come calcolare il bollo
Prezzi benzina: aumenti in tante Regioni, nuovo record per la verde.
Wi-fi libero: favorevoli e contrari
Ruby e i festini di Arcore: dal nuovo sexgate all'italiana al bunga bunga di Eli…
Annarella, la nonnina combattente che spopola sul web (video)
I politici e internet questo sconosciuto: le video interviste di Wired
Berlusconi-Fini in 4 minuti: il video che fa impazzire la rete
Annozero chiude: Santoro lascia la Rai e avvia le trattative per La7
G8 Camp David 2012: l'apertura dei lavori affidata a Mario Monti
Umberto Bossi indagato: truffa ai danni dello Stato, per i figli appropriazione in…
Bomba scuola Brindisi: la lettera del ministro Profumo agli studenti italiani
Crisi economica mondiale: il colloquio telefonico tra Obama e Monti
alle 19:25
ATTILIO
salve come mai ,si parla tanto del art.18 e non dello scandaloso ddl1167. art. 50 che permette alle aziende che hanno assunto i lavoratori ha progetto ma in realtà dipendenti ,a tale lavoratori che fanno vertenza il giudice riconosce la subordinazione ma in base al art.50 riconosce al lavoratore un misero indennizzo che va dalle 2,5 alle 6 mensilità al azienda che deve essere condannata e condonata,il lavoratore visto che il giudice riconosce la subordinazione (e non il finto contratto a progetto )a diritto a un misero indennizzo e non un cospicuo risarcimento ,e nonostante sia senza lavoro ,neanche gli viene riconosciuto il reintegro,che amarezza