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Governo Monti, sindacati: "Alto il rischio di tensioni sociali"

Lunedì 2 Gennaio 2012, 09:35 in Italia di

In attesa del confronto tra parti sociali e governo, Susanna Camusso e gli altri leader dei sindacati mettono in guardia sul rischio elevato di tensioni sociali.

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L'anno nuovo inizia con l'allarme lanciato dai sindacati, alla luce della manovra finanziaria approvata prima di Natale e del programma di misure strutturali presentato da Mario Monti & Co, che mettono in guardia sul rischio di possibili tensioni sociali.

Le famiglie italiane stanno vivendo un periodo di crisi senza pari che rischia di acuirsi ancora di più con le misure della nuova manovra Monti, se il Governo non interverrà tempestivamente con riforme che vadano a tutelare le fasce di popolazione più disagiate.

Il rischio - secondo i sindacati - di una rivolta popolare, senza un intervento del Governo, è più che probabile.

Susanno Camusso, leader della Cgil, ha dichiarato:

"Nei prossimi mesi la recessione avrà un impatto duro sull'occupazione e sui redditi. Il rischio che cresca il conflitto sociale man mano che cresce la disuguaglianza è reale".

Ma SuperMario Monti ha voluto rassicurare le parti sociali affermando di voler "trovare un'intesa sui temi del mercato del lavoro" in tempi rapidi, con "la sollecitudine imposta dalla situazione".

Ma di cosa discuteranno Monti & Co con i leader dei sindacati?

Susanna Camusso insiste sulla necessità di "riformare gli ammortizzatori sociali per tutelare maggiormente chi perde il lavoro, senza rinunciare agli interventi urgenti che si proporranno nei prossimi mesi" senza dimenticare però "il capitolo sulle pensioni" dove - prosegue il segretario della Cgil -  "ci sono delle ingiustizie e delle discriminazioni che gridano vendetta e vanno risolte. Penso soprattutto a coloro che hanno perso e perderanno il lavoro e a chi stava maturando il diritto di andare in pensione che si vede di colpo allungato il lavoro di 5 anni".

Un altro punto chiave è l'aumento dei salari su cui insiste Raffaele Bonanni della Cisl:

"Noi pensiamo che il problema sia quello di alzare di più i salari dei lavoratori flessibili, estendere gli ammortizzatori sociali a chi oggi ne è escluso, rendere obbligatoria la previdenza integrativa e agevolare fiscalmente le assunzioni dei precari, delle donne e degli ultracinquantenni. Se non avremo una buona economia non avremo più occupazione".

Riguardo all'articolo 18, la Camusso non sembra avere dubbi e si mostra molto piuù battagliera:

"L'idea poi che togliendo una salvaguardia a chi ce l'ha aumenti il grado di tutela per tutti è ridicola e penosa insieme. Sarebbe come dire che abbassare i salari dei livelli professionali più alti faccia crescere l'eguaglianza di reddito fra i lavoratori. Quello sull'articolo 18 è un accanimento ideologico sollevato da persone che spesso non sanno di cosa parlano e di quanto poco ricorso se ne faccia nella realtà".

LINK UTILI:

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03 Gen 2012
alle 16:43

DE RITIS MARIA

se il titolare dell'abbonamento TV n 14215848 codice controllo n 9 é deceduta cosa debbo fare per disdire ta le abbonamento?

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