Mario Monti è ottimista: l'Italia sta uscendo dalla crisi. Il premier, però, chiede il sostegno di Angela Merkel e dei partiti.
Mario Monti sta procedendo senza tentennamenti verso la strada indicata più volte, quella che dovrebbe portare l'Italia fuori dalla crisi. (Foto Infophoto)
E così dopo la manovra, il decreto su liberalizzazioni e semplificazioni in procinto di essere presentato al Cdm, e la riforma sul lavoro a cui si sta dedicando il ministro Fornero, il premier, sicuramente più tranquillo, ha dichiarato, nel corso della firma della mozione a sostegno del governo in vista del Consiglio europeo del 30 gennaio, che "i contorni per una via d'uscita dalla crisi cominciano a prendere forma".
Tuttavia, Monti si è mostrato allo stesso tempo consapevole di quelle che sono le debolezze del nostro sistema, un sistema sin troppo vincolato all'Europa.
E sull'attuale situazione europea si è espresso anche il presidente della Bce, Mario Draghi:
"La crisi dei debiti sovrani ha messo a nudo molte debolezze a lungo neglette, innanzitutto l'inadeguatezza della governance europea: per il suo superamento sono ora chiamati ad operare con drammatica urgenza tutti gli Stati membri volgendo lo sguardo oltre gli effimeri interessi di breve momento".
E così Mario Monti ha invitato tutti i capi di governo a "mettere la faccia per ottenere un maggior impegno sui temi della crescita a livello europeo" e, rivolgendosi alla Merkel - informa Repubblica - ha dichiarato:
"Che la governance dell'Eurozona evolva in modo tale da consentire a quei Paesi che stanno facendo progressi che vengano riconosciuti i progressi nel loro risanamento e di vedere questo riflesso in termini di una ragionevole diminuzione dei tassi di interesse con la rimozione del rischio euro, che c'è per tutti, ma ovviamente grava su quei Paesi che per colpa loro o della loro storia hanno uno stock di debito particolarmente elevato".
Monti, però, si è rivolto anche alle forze politiche di casa nostra affermando che "per il governo è fondamentale poter contare sul sostegno dei gruppi parlamentari e delle forze politiche in un momento in cui si compiono scelte decisive per la governance europea e per il futuro stesso dell'Europa".
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