Referendum Porcellum: per la consulta "quesiti inammissibili"

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La Corte Costituzionale ha bocciato il referendum per l’abolizione del Porcellum, la legge elettorale scritta dall’ex Ministro leghista Calderoli che ha sottratto agli italiani la possibilità di scegliere deputati e senatori. (Foto Infophoto)

A bloccare la consultazione referendaria, dopo il via libera della Cassazione, è stata la Consulta che ha ritenuto i questiti referendari “inamissibili”.

I quesiti bocciati sono due: il primo chiede l’abrogazione totale del Porcellum ed è stato bocciato in quanto priverebbe l’ordinamento di una legge elettorale; il secondo chiede l’abrogazione delle sole novità introdotte da questa legge alla legge elettorale precedente, il cosiddetto Mattarellum, è stato giudicato di difficile ammissibilità.

Riporta Rosario Mastrosimone su Sostenibile:

Alla vigilia della sentenza, molti giuristi si sono comunque espressi in favore dell’ammissibilità dei quesiti, ma molti altri avevano espresso convinzioni di segno opposto.

Questa divisione nasce da una sostanziale divergenza di vedute sulla questione della cosiddetta reminescenza, ovvero se, una volta abrogate le norme del Porcellum, avrebbero o meno potuto rivivere quelle della precedente legge elettorale, il cosiddetto Mattarellum.

Infatti, senza la reminescenza, anche il secondo quesito (abrogazione parziale), avrebbe creato un gravissimo vuoto normativo perché la legge sarebbe risultata inapplicabile in quanto sprovvista dei collegi uninominali.

E’ del tutto ovvio che uno Stato democratico non può rimanere, neppure per un secondo, senza una legge elettorale funzionante che consenta l’elezione di deputati e senatori.

Ma è anche notorio che la Corte Costituzionale, nell’ambito ha spesso prodotto sentenze non meramente abrogative di norme preesistenti, dando interpretazioni creative e favorevoli allo spirito dei quesiti.

Ma qual è stata la reazione dei partiti alla bocciatura dei referendum?

Antonio Di Pietro dell’Idv ha commentato:

“L’Italia si sta avviando, lentamente ma inesorabilmente verso una pericolosa deriva antidemocratica, ormai manca solo l’olio di ricino. Quella della Corte non è una scelta giuridica ma politica per fare un piacere al capo dello Stato, alle forze politiche e alla maggioranza trasversale e inciucista che appoggia Monti, una volgarità che rischia di farci diventare un regime”.

Giorgio Napolitano ha replicato:

“Parlare della sentenza odierna della Corte Costituzionale come di una scelta adottata per fare un piacere al Capo dello Stato è una insinuazione volgare e del tutto gratuita, che denota solo scorrettezza istituzionale”.

LINK UTILI:

La pagliuzza radicale e la trave di Di Pietro 

Referendum elettorali, Porcellum: bocciati dalla Corte Costituzionale 

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