Cresce in Europa il numero di chi non ha un impiego. L'Unione reagisce con task force e fondi strutturali
Sale a 23,8 milioni il numero di disoccupati in Europa: 16,5 nella zona euro, vale a dire un lavoratore su dieci. E' il dato peggiore dalla nascita della moneta unica. A parte le eccezioni di Austria e Germania (4,1% e 5,5%) in Spagna i senza lavoro son il 22,9% della popolazione attiva, in Grecia il 19,2%. Italia e Francia sono al 9,9%.
Altrettanto preoccpanti i dati che riguardano i giovani sotto i 25 anni: 3,2 milioni non hanno un impiego, cioè uno su tre.
Rispetto al 2010 quasi tutti i paesi dell'Unione hanno registrato un innalzamento dei tassi di disoccupazione con picchi preoccupanti in Spagna, Grecia e nelle Repubbliche baltiche (Estonia, Lettonia e Lituania).
Per questo lunedì è arrivato da Bruxelles un vero piano per combattere la disoccupazione che i singoli governi dovranno approvare e recepire. Intanto il presidente della Commissione, Josè Manuel Barroso, ha bloccato 82 miliardi di fondi strutturali rimasti inutilizzati dai governi per alimentare crescita e occupazione. Otto andranno all'Italia. Da febbraio sarà poi inviata una task force nelle otto capitali dei paesi più colpiti dalla disoccupazione: Italia, Spagna, Grecia, Slovacchia, Lituania, Portogallo, Lettonia e Irlanda.
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