Cosa ci aspetta in questo 2012 di manovre, tagli e sacrifici? Un anno di recessione. Ad affermarlo è il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco.
Il 2012 sarà un anno di recessione: ad affermarlo è il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco. (Foto Infophoto)
Ne avevamo parlato sempre qui su Politica e Società 2.0 nell'annunciarvi i dati dell'ultimo rapporto Istat che registra, per il secondo semestre consecutivo, un Pil di segno negativo: 0,2% tra luglio e settembre 2011, 0,5% tra ottobre e dicembre.
Visco, nel corso del suo intervento al Forex, a Parma, ha annunciato un 2012 di recessione con il Pil in calo medio dell'1,5% senza però dare adito ad allarmismi.
Il governatore della Banca d'Italia ha anzi ammonito di guardare avanti perché si prevede una stabilizzazione dell'attività produttiva nel secondo semestre e il ritorno alla crescita potrebbe già essere possibile nel 2013.
Visco ha poi aggiunto:
"Vanno decise rapidamente quelle riforme in grado di rendere l'assetto normativo favorevole e non ostile allo sviluppo economico: liberalizzazioni dei servizi, migliore funzionamento del mercato del lavoro, attenzione al capitale umano, più risposte dal sistema giudiziario".
Visco si è poi rivolto ai banchieri presenti in prima linea al Forex chiedendo di non "asfissiare le imprese":
"Le banche dovranno dimostrare di saper svolgere bene la loro funzione di allocazione del credito, in una gestione sana e prudente, con acuita capacità selettiva".
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alle 19:08
vittorio
Italia in recessione, Visco: "Le banche si adeguino evitando l'asfissia del credito"
Titolo e contenuti parzialmente errati e abbastanza fuorvianti, così come la maggior parte di quelli ripresi dai vari quotidiani e telegiornali che strombazzano il preteso "credit crunch".
Nessuno dice però che in occasione dell'intervento di Visco al FOREX, è emerso chiaramente che il credito alle imprese italiane è cresciuto costantemente e più velocemente del PIL, passando dai 583 miliardi di euro del 2003 (43% del PIL) agli
894 miliardi del 2011 (56% del PIL), contro gli 867 del 2010.
Nessuno riporta fedelmente le vere parole di Visco "è cruciale che l'economia non entri in asfissia creditizia, deperendo e trascinando con sé anche le prospettive del sistema bancario" e "le banche dovranno dimostrare di saper svolgere la loro funzione di allocazione del credito, in una gestione sana e prudente, con acuita capacità selettiva" (il che significa, nell'ovattato linguaggio tipico dei Governatori, che le banche non devono aumentare il credito a imprese decotte o sottocapitalizzate se poi non possono concederne abbastanza alle imprese che hanno un futuro.
Non dimentichiamo che :
- le banche italiane devono ricapitalizzarsi per soddisfare le regole UE
- buona parte delle aziende italiane sono sottocapitalizzate poiché i titolari ritengono più prudente e redditizio investire in immobili residenziali.
Chiarisco che non sono né di destra né di sinistra, né bancario né sindacalista … ma un semplice cittadino che ama la verità.