Si complica la mediazione fra parti sociali e governo per l'attuazione della riforma del lavoro, con scontri verbali fra sindacati e Confindustria.
Si fa sempre più difficile la mediazione che dovrebbe portare in tempi rapidi alla nuova attesissima riforma del lavoro, ostacolata dalla divergenza di idee, maturata in vero e proprio scontro verbale, tra Confindustria e Sindacati.
Tutto è iniziato con Emma Marcegaglia che ha attaccato i sindacati tuonando:
"Vorremmo un sindacato che lotta anche fortemente con noi per tutelare il lavoro, ma che non protegge assenteisti cronici, ladri e chi non fa bene il proprio lavoro".
La battagliera Susanna Camusso non ha tardato a replicare attraverso il suo Twitter:
"Dire, come fa Marcegaglia, di volere un sindacato che non protegge assenteisti cronici, ladri e chi non fa il proprio lavoro è davvero troppo. Sono affermazioni non vere che offendono e mettono in discussione il ruolo del sindacato confederale. Le smentisca".
E sulla questione articolo 18 - informa Repubblica - ha poi aggiunto:
"Affermare che l'articolo 18 sia un ostacolo a licenziare significa dire che si vuole una logica per cui se hai gli occhi azzurri, tu puoi essere licenziato: si chiama discriminazione. Noi diciamo di no, non perché difendiamo i privilegi di qualcuno contro altri, ma per l'idea che quando sei un lavoratore hai dei diritti e dei doveri e se hai solo dei doveri non sei una persona libera".
La Presidente di Confindustria ha poi nuovamente replicato attenuando i toni:
"Nessuna mancanza di fiducia e rispetto nei sindacati confederali, con i quali abbiamo firmato l'importante accordo del 28 giugno sul lavoro e con i quali stiamo conducendo una trattativa seria e costruttiva. Va tuttavia rimarcato che a volte l'articolo 18 diventa un alibi dietro il quale si possono nascondere dipendenti infedeli, assenteisti cronici e fannulloni".
E sulla questione articolo 18 ha precisato:
"Non vogliamo la sua abolizione, rimanga per casi di licenziamento per discriminazione".
Lo scontro si fa quindi duro ma Monti ha dichiarato comunque di voler andare avanti per la strada della riforma, con o senza mediazione, affermazione che non è piaciuta per niente a Pierluigi Bersani il quale ha fatto sapere:
"Non condivido la tesi di andare avanti anche senza accordo. Se non ci sarà accordo, il Pd valuterà in Parlamento quel che viene fuori sulla base delle nostre proposte. In questo momento di recessione serve la riforma ma serve anche la coesione. Serve una scommessa insieme e sono convinto che il governo è impegnato a raggiungere un accordo. Il Pd seguirà quell'accordo".
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alle 12:41
Ubaldo
La Marcegaglia prima di parlare dovrebbe farsi un esame di coscienza e dire che la Confindustria a sua volta difende imprenditori spesso evasori fiscali ed in più disonesti al punto di mettere a rischio la vita dei lavoratori ignorando bellamente molte delle norme di prevenzione e sicurezza, è forse questo il modo in cui Confindustria vorrebbe aggirare l'art.18?