Dopo tante resistenze la Merkel ha dichiarato che appoggerà la creazione di un bilancio federale e di un'unione politica più forte. Un passo decisivo per l'Unione.
"Abbiamo bisogno di più Europa". Le parole di Angela Merkel, arrivate ieri in un'intervista alla prima rete tv Ard e ripetute davanti al premier britannico David Cameron sono il segno di una svolta.
Sarà stato il pressing di Obama, di Monti e Hollande, di Bruxelles e di Madrid o la decisione di Mario Draghi di conferire alla Bce un'inedita qualità di visione politica, fatto sta che la cancelliera - scrive Repubblica - "è finalmente uscita dal bunker dei veti a trecentosessanta gradi e ha accettato di dare all'Europa una prospettiva di lungo periodo".
Questo consentirà di lavorare di comune accordo con gli stati membri per mettere in comune anche una quota del debito pubblico, per esempio attraverso gli eurobond e attribuire alla Bce quei poteri di prestatore di ultima istanza che ora i Trattati europei le vietano.
Un passo importante per la storia dell'Unione, simile a quello compiuto venti anni fa con il Trattato di Maastricht che portò alla creazione dell'unione monetaria.
"L'esperienza ha dimostrato che l'unione monetaria non è sostenibile senza un'unione di bilancio e la logica dice che un'unione di bilancio non è realizzabile senza un'unione politica che le dia legittimità democratica" scrive ancora Repubblica.
Il prossimo passo sarà la presentazione al prossimo vertice di giugno, da parte di Draghi, Van Rompuy, Junker e Barroso, di un progetto di integrazione su 5-10 anni che dovrebbe portare a federalizzare parte dei bilanci pubblici europei.
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