Crisi economica europea: Obama contro l'Ue, "è un rischio per l'economia globale"

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La crisi europea mette a rischio l'economia di tutto il mondo. Lo pensa la Casa Bianca secondo cui le misure intraprese dall'Ue non sono sufficienti

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Non bastano le misure intraprese dall’Unione Europea per superare la crisi, ma serve di più, per rassicurare i mercati.

Il giudizio, che cade pesante come un macigno sulle teste dei Paesi dell’Unione Europea alla vigilia del vertice dei capi di Stato e di governo della Ue che si terrà fine giugno, è stato pronunciato dal portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, che ha commentato:

“I mercati restano scettici sul fatto che le misure prese finora siano sufficienti per assicurare la ripresa in Europa e rimuovere il rischio che la crisi peggiori; noi ovviamente crediamo che ulteriori passi debbano essere compiuti”.

E ha rincarato la dose:

“Senza dubbio la situazione europea crea problemi per l’economia globale e quindi per quella americana”.

Le dichiarazioni non contengono, però, sostanziali novità, perché pochi giorni fa fu lo stesso Barack Obama a puntare il dito contro l’Europa, responsabile - a suo dire - anche del calo inatteso degli occupati negli Stati Uniti.

Il piano studiato dai leader di Germania, Francia, Italia, Spagna, come riportava ieri Paola Guarnieri su Economia e Finanza 2.0 si regge su quattro pilastri fondamentali:

Punto primo: più controllo sui bilanci nazionali. Per realizzarlo occorre una “Fiskalunion”, un’unione delle politiche di bilancio, premessa indispensabile perché la Germania dica sì agli eurobond e quindi alla condivisione dei rischi del debito a livello europeo. 

Secondo: vigilanza a livello europeo sulle banche. Urge organizzare un sistema europeo di controllo e monitoraggio delle banche che preveda imposte sulle transazioni. 

Terzo: politica finanziaria, fiscale, estera e di difesa comune. Per ottenerlo occorre rafforzare i poteri dell’Europarlamento rispetto alle sovranità nazionali degli stati membri. 

Quarto e ultimo punto: riforme dei sistemi sociali per armonizzare welfare, contributi e previdenza. Perché si realizzi è necessaria un’effettiva integrazione del Mercato unico europeo attraverso misure per aumentare la competitività delle singole economie.

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