Il partito di Samaras conquista il 30% e i numeri per governare insieme a Pasok. Ora l'Eurogruppo sosterrà Atene.
Finalmente una buona notizia. La Grecia non uscirà dall'euro. È l'immediata conseguenza della vittoria del partito di centro destra Nea Demokratia (Nd) alle elezioni di ieri.
La formazione guidata da Antonis Samaras (foto), a capo del fronte favorevole alla moneta unica, ha ottenuto il 30% circa dei voti, l'11% in più del 6 maggio, battendo la sinistra di Syriza ferma al 27%.
Grazie anche al bonus di 50 seggi che la vittoria elettorale regala a Nd il partito guadagnerà in tutto 130 seggi in Parlamento (sui 300 totali) che, sommati ai 33 del Pasok di Evangelis Venizelos dovrebbero permettere di mettere in piedi un governo pro-euro.
Soddisfazione arriva dai leader dell'Eurogruppo che ha garantito pieno sostegno per aiutare la Grecia "a tornare a un percorso di crescita sostenibile". Grazie al consenso giunto anche dalla Germania potrebbero essere rivisti i termini del memorandum imposto dalla Trojka (Commissione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale) spostando dal 2014 al 2016 l'anno in cui Atene dovrebbe rispettare i suoi obiettivi di bilancio.
Primo obiettivo di Samaras, quasi sicuramente alla guida del nuovo governo meno di scegliere un "tecnico", sarà ottenere gli aiuti internazionali necessari a riempire le casse dello Stato attualmente vuote per pagare stipendi e pensioni di luglio.
Quindi il nuovo governo dovrà completare la riforma del pubblico impiego (la Trojka chiede 150mila tagli entro il 2015) la liberalizzazione della professione e combattere corruzione ed evasione fiscale che tolgono 40 miliardi di euro l'anno al Pil.
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