Riforma scuola: ecco il "pacchetto merito" di Profumo. Contrari Pd e Idv

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Sarà presentato mercoledì prossimo al Consiglio dei ministri il "pacchetto merito" del ministro Profumo per riformare la scuola. Pd e Idv contrari alle proposte.

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La competitività non basta, meglio concentrarsi su emergenze e bisogni di tutti.

Sono questi i motivi per cui il Pd ha bocciato la proposta di riforma del sistema scolastico che il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo (foto) presenterà mercoledì prossimo al Consiglio dei ministri e che è già stato battezzato “pacchetto merito”. Perché il primo degli obiettivi della riforma è dare più spazio al merito per rendere gli studenti italiani più competitivi a livello globale.

Secondo l’ex ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni (Pd) ci sono altre emergenze da affrontare rispetto al merito: “Dovremmo occuparci innanzitutto della grande dispersione scolastica e migliorare le competenze dei nostri studenti oggi sotto la media Ocse”. Resistenze arrivano anche dalla responsabile nazionale Scuola e Cultura dell’Italia dei valori, Giulia Rodano: “Si dichiara di voler premiare le eccellenze , ma nulla viene previsto per mettere studenti e strutture più deboli nelle condizioni di formarsi. E all’università il ministro sta preparando un’altra generazione di precari”.

Ecco in cosa consistono le nuove misure:

Le superiori. Ogni istituto superiore sceglierà “lo studente dell’anno” in base al voto della maturità e alla media degli ultimi tre anni. Il premio sarà una riduzione del 30% sulle tasse del primo anno di Università e una borsa di studio.

Le università. Bonus ai ricercatori secondo criteri stabiliti con regolamento dall’ateneo. Stop ai professori assenteisti: chi è a tempo pieno dovrà garantire 100 ore di lezione. Possibile laurearsi in anticipo per gli studenti con votazione media non inferiore a 28/30.

Il lavoro. Sgravi fiscali alle imprese che assumeranno i più bravi attingendo ad un elenco fornito dagli atenei. Conterrà il 5% degli studenti migliori e sarà pubblicato sul sito del ministero dell’Istruzione.

Le iscrizioni. Le matricole faranno un test per capire se la scelta è giusta.

Le arti. Via a gare e concorsi tra allievi per l’accesso ad Accademie e conservatori. Nasce il premio nazionale delle arti. Al vincitore una riduzione del 30% delle tasse per l’anno in corso o quello successivo.

Gli incentivi. Internazionalizzazione degli atenei con fondi per attrarre professori dall’estero e per spingere a pubblicare in lingua inglese. Riforma per convitti nazionali ed educandati statali, rinominati collegi italiani internazionali che funzioneranno da calamite per attrarre studenti e insegnanti stranieri.

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