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Anniversario Paolo Borsellino: 20 anni fa la strage di via D'Amelio

Giovedì 19 Luglio 2012, 10:02 in Italia di

Sono passati 20 anni dalla strage di via D'Amelio che è costata la vita al magistrato Paolo Borsellino e ai 5 agenti della scorta. Ma i misteri sono ancora tanti...

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20 anni fa, il 19 luglio 1992, veniva ucciso il magistrato Paolo Borsellino, insieme a 5 agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

Paolo Borsellino, come racconta Giovanni Bianconi, avrebbe voluto essere interrogato perché c'erano cose che potevano essere raccontate solo all'autorità giudiziaria, ma - riporta PolisBlog - in quei 57 giorni da Capaci a via D'Amelio nessun magistrato lo convocò, la mafia arrivò prima. E sugli ultimi giorni di Borsellino incombono due grandi misteri che perdurano tuttora e chissà se saranno mai risolti.

Prosegue PolisBlog:

Il primo riguarda la trasferta romana, pochi giorni prima della sua morte. Qui il giudice avrebbe interrotto l'interrogatorio a un pentito e sarebbe tornato sconvolto dopo aver incontrato alti vertici dello Stato (tra cui Mancino, che però nega): qualcuno lo aveva informato della trattativa? È per questo che la mafia lo ha ucciso, o forse per arrivare più velocemente a un accordo? Il secondo mistero riguarda l'agenda rossa che il magistrato teneva sempre con sé e che è sparita immediatamente dopo l'esplosione. Misteri che vanno oltre la mafia.

LINK UTILI

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17 Ago 2012
alle 12:32

Francesco Spinelli

Cosi iha risposto Nicola Mancino a Giovanni Bianconi l'11.03.2012:
Ma come può pensare che sia verosimile non ricordare di aver incontrato Borsellino, quello che tutti indicavano come l'erede naturale di Giovanni Falcone appena assassinato, nel giorno del suo insediamento al Viminale?
«Capisco che possa apparire incredibile ma andò proprio così. Non ho mai escluso di avergli stretto la mano, ma non l'avevo mai visto prima, e dunque non avrei potuto riconoscerlo. Un altro giudice, Aliquò, ha detto che lui e Borsellino ebbero con me un fugace saluto e se ne andarono delusi, il che è compatibile con il mio non ricordo. C'erano centinaia di persone alla cerimonia del mio insediamento. Nessuno mi indicò quel magistrato come Borsellino, né lui mi ha chiesto un colloquio più approfondito. Ma le pare che se avesse domandato di incontrarmi io non avrei accettato?».

Mentre in una lettera sempre al Corriere il 17.07.2009 scriveva, tra l'atro:

Nella videointervista Salvatore Borsellino ripete senza modifiche le sue accuse. La ricostruzione dei fatti si ricava dall’interrogatorio che Gaspare Mutolo rese il 21 febbraio del 1996 nell’aula del processo celebrato a Caltanissetta per la strage di via D’Amelio. Senonchè Salvatore Borsellino cita sempre, e anche nel video riportato oggi dal Corriere.it, una sola parte di quella testimonianza, in cui il magistrato dice al pentito che deve allontanarsi per andare al Viminale. Sono in possesso delle pagine processuali. Sono un po’ lunghe. Cito, perciò, dal volume «L’agenda rossa di Paolo Borsellino», di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza, ed. Chiarelettere, pag. 146. «Sai, Gaspare, debbo smettere perché mi ha telefonato il ministro, ma…manco una mezz’oretta e vengo». Salvatore Borsellino cita continuamente questa frase, ma mai ricorda quel che Paolo Borsellino disse allo stesso Mutolo al suo ritorno dal Viminale. Se proseguiamo nella lettura de «L’agenda rossa», nella stessa pagina 146, possiamo leggere il seguito del racconto di Mutolo: «Quindi (Paolo Borsellino) manca qualche ora, quaranta minuti, cioè all’incirca un’ora, e mi ricordo che quando è venuto, è venuto tutto arrabbiato, agitato, preoccupato, ma che addirittura fumava così distrattamente che aveva due sigarette in mano. Io, insomma, non sapendo che cosa (…) Dottore, ma che cosa ha? E lui, molto preoccupato e serio, mi fa che viceversa del ministro, si è incontrato con il dott. Parisi e il dott. Contrada…»

Dunque, è lo stesso magistrato a non confermare l’incontro con il ministro, ed è la stessa fonte – Gaspare Mutolo – a testimoniarlo. Ma Salvatore Borsellino fa sempre una citazione monca, e dà a me del bugiardo. Se ci fosse stato l’incontro, perché avrei dovuto nasconderlo? Che cosa si sarebbero dovuti dire due persone che non avevano mai ?


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