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Monti dopo 2013: il premier pensa a un secondo mandato

Lunedì 9 Luglio 2012, 08:57 in Italia di

MontI avrebbe espresso, per la prima volta, l'intenzione di riproporsi anche dopo il 2013. Secondo economisti e investitori un secondo governo di tecnici sarebbe la salvezza per l'Italia

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Che ne sarà di questa Italia dissestata, dopo il governo dei tecnici? Chi succederà a Monti & Co riuscirà ad accattivarsi la fiducia degli investitori?

Sono tutte domande che, in vista delle elezioni del 2013, sono più che lecite e giustificate. E per la prima volta, proprio Monti che ha sempre rifiutato categoricamente l'idea di proseguire oltre, si è espresso lasciando margini alla possibilità di prolungare il suo mandato tecnico.

Monti sta pensando di restare oltre il 2013, o almeno di proporsi, ma non ha ancora deciso il momento giusto per comunicarlo. Queste informazioni - riportate da Corriere e Repubblica - sarebbero trapelate nel corso delle conversazioni che il premier ha intrattenuto a Aix-en-Provice, in Francia, prima di volare a Bruxelles, per l'Eurogruppo. 

C'è chi, soprattutto in Italia, non ne vuole sapere di avere ancora Monti a capo del governo oltre il 2013, ma c'è anche chi lo auspica, come il Nobel australiano Mundell, secondo cui senza il Professore seguirebbe un vuoto governativo molto pericoloso per i mercati. 

Mundell spiega:

"Anche se non è un mago probabilmente sarebbe la prossima cosa migliore politicamente per l'Italia. La prosecuzione di Monti al momento costituisce la migliore delle alternative politiche. Monti finora ha riscosso prestigio e rispetto e, anche se penso che non ci sia stata ancora alcuna grande soluzione, va considerato che è nuovo per questo mestiere e certamente farebbe molto meglio la prossima volta."

Ma sarà dura, con i partiti italiani che spingono per le elezioni e ambiscono alla poltrona.

LINK UTILI

Repubblica partito: Saviano e D'Alema candidati elezioni 2013.

Elezioni 2013 Italia: per Berlusconi intesa Pd, Pdl e Terzo Polo.

Montezemolo Italia Futura: "Una lista per sostituire Berlusconi".

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5 commenti
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10 Set 2012
alle 15:04

Anonymous User

Abbiamo un debito di 2000 miliardi. Dopo le elezioni quanti saranno? 1970 miliardi? e se dovremo discutere con la Bundesbank o con la banca mondiale o con il premier tedesco o francese chi ci mandiamo?
Dalema Veltroni Bersani Berlusconi Cicchitto Alfano Fini Larussa o Maroni?

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25 Ago 2012
alle 11:58

Anonymous User

Se non Monti, chi ?

Le contestazioni al governo Monti hanno il sapore, anzi la puzza del populismo. Ma chi contesta è in grado di avanzare alternative credibili?

Forse nella storia della repubblica mai governo è stato così insistentemente contestato, da tutti i fronti. Già, perché il governo Monti è nato da una alchimia del presidente Napolitano, dall’idea cioè di trasformare il ferro, anzi la ruggine, in oro. Detta in altri termini si è cercato di estrarre da una situazione politica impresentabile e delegittimata, il classico coniglio dal cilindro, cioè lo spiraglio di luce che permettesse al nostro paese di ripresentarsi sul palcoscenico internazionale con una qualche credibilità, dopo anni di bunga bunga, barzellette e bandane. Questo per il semplice fatto che lo spread è sempre lì, minaccioso, il prezzo della fiducia che il nostro paese deve pagare per finanziarsi sul mercato. Inoltre l’Italia è la terza economia dell’Euro, e l’Unione non può certo accettare che sia guidato da burattini o saltimbanchi, forse anche pedofili. Proprio no, il rischio di un danno collettivo è troppo alto. L’unica via è stata la garanzia personale di Monti, ben noto negli ambienti internazionali per serietà e concretezza.

Ma la classe politica, quella cacciata con monetine ed insulti, proprio non ci sta. Non contenta di aver portato il paese sul baratro, alza la voce, contesta, minaccia di “staccare la spina”, strilla allo scippo della democrazia dal momento che Monti, con i relativi ministri, non è stato votato dai cittadini, come si diceva, bensì “nominato”. A voler ben guardare proprio come nel governo precedente. Del resto chi mai avrebbe dato il voto alla Carfagna o alla Brambilla, giusto per fare qualche esempio. Ma la cosa più preoccupante è che non ci sono segnali di salvezza. Il baratro in cui è piombata la politica è sempre più profondo. Non si vedono volti nuovi, idee diverse, personalità credibili che possano continuare il risanamento della finanza pubblica del nostro martoriato paese, saccheggiata per troppi anni dal clientelismo di tutte le componenti sociali. Dalla politica, ai sindacati, agli imprenditori. Proprio come ha detto Feltri “in questo Paese non è cambiato nulla: nè le chiappe, nè le lingue pronte a leccarle”. Se non è un autocritica è senz’altro una buona sintesi.

La vera colpa di Monti è di aver osato poco, di aver cioè cercato la mediazione al ribasso sui problemi atavici del nostro paese. I lavoratori hanno ancora sulla schiena un esercito di nullafacenti fra pensionati, assenteisti e burocrati, una montagna di sprechi nella cosa pubblica, un’evasione fiscale e una corruzione da record mondiale, una rigidità del lavoro che non ha eguali. Un mare di risorse che se liberate potrebbero portare sviluppo, ricerca, cultura, crescita, servizi, benessere insomma. E se Monti ha difficoltà, figuriamo gli altri. Ed è questo che preoccupa non solo i cittadini ma anche gli ambienti internazionali, quelli cioè che dovrebbero finanziare il nostro debito pubblico. Cosa succederà quando il prossimo anno dovremo votare... continua su www.alfadixit.com

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26 Lug 2012
alle 21:18

Domenico Franza

SApereiamo che non sia vero un secondo mandato a Monti altrimenti che ci pensi Dio prima che faccia altri danni e che ci mettiamo tutti a chiedere la carità, tanto lui che problemi ha con quello che guadagna alle nostra faccia, se EDio esiste che ci pensi al piu' presto per tutti e tre capi .

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09 Lug 2012
alle 18:24

Bernardino Manfrin

NO, NON CONCORDO. IL SIG.MONTI SE VUOLE FARE IL POLITICO SI FACCIA ELEGGERE.PERSONALMENTE, NON CREDO SIA L'UOMO DELLA PROVVIDENZA, SEMMAI DIFENDE , MAGARI SENZA VOLERLO, MA NE DUBITO, LA PRATICA DEL -SIGNORAGGIO- IL VERO MALE CHE ANDREBBE ELIMINATO E CHE PER OVVIE RAGIONI, IL PROFF.NON E' L'UOMO GIUSTO.

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09 Lug 2012
alle 09:35

Anonymous User

Meglio lui con tutto quello che ne consegue per il cittadino, che rimettere al potere politici corrotti, collusi, scaldapoltrone, incompetenti totali su qualsiasi materia che concerne il cittadino elettore, tangentiati oltre che super stipendiati, bunga-bunghisti, arroganti, -tu non sai chi sono io-, fannulloni, protettori di qualsiasi tipo di mafia a cominciare dai loro secondi e portaborse, insensibili e menefreghisti degli impiegati statali lavativi e truffatori nei riguardi del loro stesso stipendio, ....


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