Scuola riforma: ecco la ricetta finlandese per studenti fuoriclasse

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Secondo i test Pisa gli alunni finlandesi sono i migliori dei paesi Ocse. Merito di un sistema che punta su autonomia, selezione rigorosa dei docenti e flessibilità dei saperi.

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Le scuole finlandesi funzionano. La prova è nei risultati dei test Pisa che misurano le competenze dei quindicenni dei paesi Ocse in matematica e scienze.

Gli studenti finlandesi occupano stabilmente da anni i primi posti. Come spiegare questi risultati? La risposta arriva dal libro Finnish lessons: What Can the World Learn from Educational Change in Finland? (New York & London 2011) che in 165 pagine illustra i punti forti del sistema scandinavo. Ecco i punti:

Sistema. I finlandesi vanno a scuola a 6-7 anni e restano nella stessa struttura fino alla conclusione dell’obbligo, a 16 anni, il che vuol dire che non c’è separazione netta fra elementari, medie e i primi due anni delle superiori come accade in Italia. Al termine di questo periodo la scelta è duplice: tre anni di liceo e poi l’università (che è gratuita) oppure la scuola professionale che dopo un triennio porta al lavoro o ad un ulteriore biennio di “vocational college”.

Materie. Il curriculum è meno rigido rispetto a quello italiano. Ci sono alcune materie obbligatorie (finlandese, svedese, matematica, …) e altre opzionali scelte secondo gli interessi e le inclinazioni dello studente i corsi non durano per un intero anno scolastico ma vengono spezzati in moduli di alcune settimane al termine dei quali c’è un esame. La bocciatura non esiste: chi è carente in una materia o ha accumulato troppe assenze segue un’altra volta il modulo e prende il voto che si merita. Pochi i compiti a casa. Invece di passare il tempo sui libri gli studenti finlandesi il pomeriggio si dedicano ad attività sportive o ad associazioni extra-scolastiche.

Spazio. Non esiste il gruppo-classe compatto e duraturo ma ogni studente cambia compagni e aula secondo il modulo che deve seguire. È l’insegnante che “costruisce” liberamente la classe in cui di volta in volta tiene la lezione e le ore in aula sono meno che in Italia. Le strutture sono accoglienti e i controlli minimi: i bidelli quasi non ci sono, le pulizie svolte da ditte esterne.

Insegnanti. La selezione die docenti è molto severa e implica che la professione sia ambìta e rispettata anche se gli stipendi sono poco più alti di quelli europei. La scelta sulle assunzioni non è affidata al Ministero, ma  ad una commissione formata da preside, che ha molto più potere dei suoi omologhi italiani, da alcuni docenti e da un rappresentante del comune. Un sistema decentrato che incoraggia l’autonomia.

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