Nel decreto sulla spending review si parla anche di riduzione delle province. Ma con quali criteri e quali sono quelle a rischio?
Il decreto sulla spending review è stato firmato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dopo che il Consiglio dei Ministri ha dato l'ok nella notte tra giovedì e venerdì scorso.
Un decreto che farà risparmiare allo Stato circa 26 miliardi, molti dei quali provenienti dalla riduzione delle province e dai tagli ai ministeri, oltre che al pubblico impiego.
Partiamo dalle province, che dovranno scendere a 50 entro l'anno. La riduzione avverrà sulla base di due criteri: il primo è la dimensione territoriale, il secondo è la popolazione.
Un'operazione di "accorpamento e riduzione" - come si legge nel comunicato stampa emanato da Palazzo Chigi - a cui si giunge attraverso una procedura che vede il ruolo attivo degli Enti territoriali.
Prosegue la spiegazione di Palazzo Chigi:
Il Governo trasmette al Consiglio delle autonomie locali, istituito in ogni regione, la propria deliberazione con i criteri. Successivamente, ogni Consiglio approva il piano di riduzione entro 40 giorni. Entro la fine dell'anno sarà completato il piano di accorpamenti.
I Comuni capoluogo di Regione sono esclusi dagli interventi di accorpamento e riduzione. Le province che "restano in vita" avranno le seguenti competenze: ambiente (soprattutto per il settore discariche); trasporti e viabilità (anche per quanto attiene la costruzione, la classificazione e la gestione delle strade). In attuazione del decreto "Salva Italia", vengono devolute ai Comuni tutte le altre competenze che finora lo Stato aveva attribuito alle province.
Entro il 1° gennaio 2014 vengono istituite le Città metropolitane, dieci in tutto: Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria. Contestualmente, verranno soppresse le relative province.
A rischio sono quindi - come suggerisce Quotidiano.net - le province con meno di 350mila abitanti e meno di 3mila km quadrati: Vercelli, Asti, Biella, Verbano-Cusio-Ossola, Lecco, Lodi, Rovigo, Gorizia, Pordenone, Imperia, Savona, La Spezia, Piacenza, Rimini, Massa Carrara, Pistoia, Livorno, Prato, Terni, Macerata, Ascoli Piceno, Fermo, Rieti, Teramo, Pescara, Osernia, Benevento, Matera, Crotone, Vibo Valentia, Caltanissetta, Enna, Ragusa, Oristano, Olbia Tempio, Ogliastra, Medio Campidano, Carbonia Iglesias.
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E' assurdo che Monza rimane Provincia data la vicinanza con Milano anche se la Brianza è vasta. Trovo assurdo sopprimere Lecco come Provincia perchè così facendo tornerebbero ancora con Como che si trova alla parte opposta
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alle 13:00
Antonio Saja
E' assurdo che Enna decida con chi deve stare. E' giusto che torni con Caltanissetta per raggiungere insieme grandi obbiettivi, tra cui l'università la quale andrebbe perduta con Catania.