Spending review 2012: tagli statali, per loro l'Italia spende più di Francia e Germania

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Allarme al Senato per i tagli alle PA previsti dal decreto. Protestano sindaci e Regioni. Ecco quanto costano i lavoratori pubblici all'Italia.

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Non è il caldo a far salire tragicamente la temperatura di queste ore a Palazzo Madama. La colpa è della spending review che ha ricevuto un severo altolà dal Servizio bilancio del Senato.

Il motivo è nel metodo adottato per i tagli e giudicato “lontano dai criteri coerenti con un’effettiva revisione della spesa” perché “lineare” e non selettivo. I sindaci sono già pronti a scendere in piazza il prossimo 24 luglio e le Regioni minacciano di impugnare il decreto alla Consulta. Anche l’Anci si unisce alla protesta e giudica il decreto “inaccettabile”, da cambiare in modo radicale, “un’operazione fatta sulla carne viva dei Comuni” con i “tagli lineari e sui servizi, non agli sprechi” che obbligheranno i sindaci ad “alzare le tasse” o  “abbattere i servizi”.

Eppure, volendo ridurre i costi, di materiale ce n’è, almeno a giudicare dai dati Eurostat elaborati dalla Confederazione degli artigiani di Mestre. Sembra che i lavoratori della Pubblica amministrazione italiana costino sempre di più, anche se il loro numero diminuisce. Un’anomalia che non si riscontra né in Francia né in Germania, due grandi paesi dell’Unione europea. Tra il 2001 e il 2009 gli statali sono diminuiti di quasi 111 mila unità (-3%), attestandosi sui 3 milioni e mezzo, ma la spesa per i loro stipendi, in termini assoluti, è aumentata di 39,4 miliardi di euro (+29,9%).

Considerando il personale della PA in rapporto alla popolazione totale, l’Italia ha 58,4 dipendenti ogni 1.000 abitanti, attestandosi sui livelli della Germania (55,4 ogni 1.000 abitanti, per un totale di 4,5 milioni di dipendenti pubblici) e al di sotto di quelli della Francia (80,8 ogni 1.000 abitanti, per un totale di 5,2 milioni di dipendenti pubblici).

A fronte di una diminuzione del numero degli statali in Italia, le loro retribuzioni sono continuate a crescere, sia in rapporto al Pil, sia in valore assoluto. Nel periodo 2001-2009 la spesa per il personale pubblico in Italia è passata, infatti, dal 10,5% all’11,2% del Pil (+0,7 punti percentuali), attestandosi, nel 2009, sui 171 miliardi di euro. Il costo degli statali francesi, invece, è rimasto stabile, mentre in Germania è addirittura diminuito di 0,5 punti percentuali. Considerando i valori assoluti, tra il 2001 e il 2009 tale voce di spesa è cresciuta del 29,9% in Italia, del 27,7% in Francia e del 6,9% in Germania.

Così il segretario della CGIA, Giuseppe Bortolussi ha commentato i dati: “Questi aumenti non sono finiti in tasca agli infermieri, ai bidelli o alle maestre elementari. E’ molto probabile che ad avvantaggiarsene economicamente siano stati i livelli dirigenziali medio alti del nostro pubblico impiego”.

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