Carla Fendi: le "buone azioni" della signora della moda

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Il presidente onorario del gruppo che porta il nome della sua famiglia dedica tempo e risorse a sostenere beni e attività culturali.

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Insieme alle quattro sorelle (Paola, Anna, Franca e Aida) ha trasformato un piccolo laboratorio di borse e pelletteria romano in un marchio globale e in un’azienda di moda diventata simbolo del made in Italy.

Oggi Carla Fendi(foto), settantacinque anni appena compiuti, sposata, presidente onorario della maison, è l’unica delle cinque ad avere ancora un legame con l’azienda dopo la cessione nel 2000 al gruppo Lvmh. Attraverso la Fondazione che porta il suo nome e finanziata col patrimonio personale, si dedica a sostenere beni e attività culturali del nostro paese. L’ultima di queste, conclusa qualche settimana fa durante il Festival dei Due Mondi, è il restauro e recupero del sipario ottocentesco e dello spazio scenico con le quinte e gli antichi fondali del teatrino di Spoleto.

“Bastavano due mesi che diventasse spazzatura” ha dichiarato, aggiungendo di aver scelto il festival “perché ho conosciuto il suo fondatore Giancarlo Menotti, una personalità geniale e, dopo la sua morte, l’attuale direttore Giorgio Ferrara, artista straordinario”.

Non si tratta di un caso isolato perché la Fondazione Fendi è oggi una delle più attive in Italia nello sponsoring culturale. Un’attività che Carla Fendi ha ereditato dai genitori e che considera, alla maniera anglosassone, un obbligo morale di chi è benestante, il modo per restituire alla società parte del proprio denaro.

“Il mecenatismo parte sempre da una sensibilità personale, meglio da un’educazione personale che a mio parere andrebbe incentivata. Le mie sorelle ed io abbiamo avuto dai nostri genitori un’educazione civica forte. Il suolo pubblico è più importante di quello privato, diceva ima madre: bisogna amarlo più della casa propria”.

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