Spending review 2012: "sia equilibrata e socialmente sostenibile", il monito del Colle

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Giorgio Napolitano ha espresso il suo parere riguardo al testo della Spending review e in particolare al punto che prevede la riduzione dei trasferimenti agli enti di ricerca

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Dopo il via libera al decreto sulla Spendig review Giorgio Napolitano ha espresso il suo parere inviando una lettera al Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Donato Marra, al Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Antonio Catricalà.

Nella sua lettera il Colle rileva che tra le molte modifiche al provvedimento intervenute nel corso dell’iter parlamentare una, la riduzione dei trasferimenti agli enti di ricerca, non appare in linea con quanto affermato dalla Corte Costituzionale in ordine alle caratteristiche proprie della decretazione d’urgenza. 

Questo il testo della lettera:

Il Presidente della Repubblica, nel promulgare la legge di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 luglio 2012, n.95, recante disposizioni urgenti per la revisione, della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini, ha rilevato che nel corso dell’iter parlamentare il decreto - legge è stato oggetto di molte modifiche per conseguire con maggiore efficacia l’obiettivo della spesa pubblica.

Tali modifiche sono strettamente connesse agli interventi individuati dal Governo in sede di approvazione del decreto emanato dal Presidente della Repubblica, fatta eccezione per l’aggiunta all’art.8 del comma 3 bis, in accoglimento, durante la discussione al Senato, dell’emendamento 8.19 (Germontani, De Angelis, Digilio, Galioto) che prevede un incremento dei limiti minimi e massimi di alcune sanzioni pecuniarie amministrative, relative alle modalità di esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali. Tale modifica non appare in linea con quanto ribadito dalla Corte Costituzionale (da ultimo con la sentenza n. 22 del 2012) in ordine alle caratteristiche proprie della decretazione d’urgenza.

Infatti il giudice delle leggi, dopo aver affermato che le Camere possono, nell’esercizio della loro potestà legislativa, apportare emendamenti al testo dei decreti-legge per modificare la disciplina normativa in essi contenuta, ha precisato che “esorbita invece dalla sequenza tipica profilata dall’art. 77, secondo comma, Cost. … l’alterazione dell’omogeneità di fondo della normativa urgente, quale risulta dal testo originario, ove questo, a sua volta, possieda tale caratteristica”.
La Corte definisce questa evenienza come un uso improprio, da parte del Parlamento, di un potere che “la Costituzione gli attribuisce, con speciali modalità di procedura, allo scopo tipico di convertire, o non, in legge un decreto-legge”.
Tanto le rappresento su incarico del Presidente della Repubblica affinché il Governo, nell’esercizio della propria facoltà di iniziativa legislativa, possa alla prima occasione adottare, in relazione a quanto esposto, gli opportuni provvedimenti al fine di prevenire una eventuale pronuncia di incostituzionalità.
Con l’occasione il Presidente Napolitano, nel prendere atto che in sede di conversione è stata soppressa per il 2012 la riduzione dei trasferimenti agli enti di ricerca, mentre le riduzioni per gli anni successivi 2013 e 2014 sono state demandate al decreto ministeriale di ripartizione del fondo ordinario di finanziamento, auspica che in tale sede si valutino attentamente le finalità e la specifica condizione finanziaria di ciascun ente.

Più in generale il Presidente della Repubblica raccomanda altresì che in sede di revisione del complesso della spesa si effettuino scelte equilibrate, sostenibili socialmente e coerenti con la necessaria priorità degli investimenti per l’innovazione, la ricerca e la formazione.

Confidando che il Governo vorrà tener conto dei rilievi e dei suggerimenti formulati, come sempre, in spirito di doverosa, leale collaborazione istituzionale, il Presidente Napolitano rivolge a lei e al Ministro Filippo Patroni Griffi, cui la presente è inviata per opportuna conoscenza, i saluti più cordiali, ai quali unisco i miei personali.

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