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Blocco del traffico, "Area C" e limite di 30 Km/h: Milano presa in ostaggio dagli ambientalisti

Giovedì 13 Settembre 2012, 08:58 in In evidenza, Italia di

Il blocco del traffico del 16 settembre non è l'unico assalto alla libera circolazione. Il 17 torna l'Area C. E resta ancora la minaccia del limite di 30 Km/h in vaste zone della città. Milano è ormai presa in ostaggio

Non basta il blocco del traffico di domenica 16 settembre a punire gli automobilisti milanesi. Lunedì 17 è un'altra data infelice per chi guida (ma non per le casse del Comune di Milano). E' il giorno in cui torna in vigore la famigerata "Area C", cioè l'accesso solo a pagamento per chi vuole entrare in auto nella cerchia  dei Bastioni.

Il provvedimento della Giunta è stato modificato dopo che il Consiglio di Stato lo aveva sospeso, accogliendo il ricorso di un'autorimessa. Ma non è sufficiente: incombe ancora l'intenzione della Giunta Pisapia d'imporre il limite di 30 chilometri orari in vaste zone della città.

Ormai è chiaro: Milano è stata presa in ostaggio dagli estremisti ambientalisti. L'automobile è il nemico numero 1 e va sterminato, insieme a chi la guida. Ogni scusa è buona: l'inquinamento, i diritti dei ciclisti, "restituire spazio ai cittadini", come ha commentato qualche mese fa l'assessore alla mobilità, Pierfrancesco Maran. Certo, perchè i cittadini sono solo quelli che vanno in bicicletta o a piedi. Gli automobilisti non sono cittadini.  Sono solo vacche da mungere con tasse e pedaggi. Non è solo colpa di Pisapia, perchè il giochetto dell'ingresso a pagamento l'aveva introdotto Letizia Moratti durante la peggiore amministrazione meneghina degli ultimi 25 anni (prima dell'attuale). Ma ora il sindaco è lui, quindi sua è la responsabilità.

Lo spazio perchè tutti possano muoversi civilmente, a motore, a pedali o con le gambe può essere recuperato solo attraverso una profonda, difficile e costosa revisione urbanistica. Il nostro Paese ha bisogno di correre, anche letteralmente, perchè è già troppo indietro. Se si ferma Milano, si ferma l'Italia: piaccia o meno, questa città ha sempre guidato la nazione, nel bene e nel male. Ora lo fa nel male.

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8 commenti
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16 Set 2012
alle 22:12

Elio Monza

Concordo su tutto, meno sul fatto che si debba correre. Si deve far ricerca e creare valore. Ma non si deve impedire a nessuno di circolare in auto.. Fabbrica Italia insegna. Ricordiamoci che gli automobilisti pagano terremoti, guerre, alluvioni, immigrati, tutto insomma. E come mai gli altri no?

7
15 Set 2012
alle 10:17

Lodovico Cameroni

.... ma la prova del palloncino ???

6
13 Set 2012
alle 15:23

Mat Teo Ne

Cito: "Il nostro Paese ha bisogno di correre, anche letteralmente, perchè è già troppo indietro." Prima di scrivere questo articolo hai mai notato che nelle ore di punta attraversi la città in30 minuti con la bici e 1 ora con la macchina? Quindi si, abbiamo bisogno di correre. E vogliamo farlo.

5
13 Set 2012
alle 15:04

Luca Mari

direi che ci sono degli argomenti di discussione sulla direzione in cui sta andando milano e il suo traffico, ma farlo in questo modo è indecente, e hai confini del giornalismo.

4
13 Set 2012
alle 12:08

Samuel Snod Squillace

MILANO è COSI VIVIBILE CHE NON VEDO L'ORA DI ANDARMENE!

2
13 Set 2012
alle 10:58

Fabio Zanchetta

io non sono ambientalista ma una città con meno traffico, meno incidenti, meno inquinamento, meno rumore, meno congestionamento, meno ritardo dei mezzi pubblici non è che mi faccia tutto sto schifo.. Se ti piace il genere ti consiglio Il Cairo, Bombay o Jakarta. Io preferisco il genere Copenhagen, Stoccolma, Monaco di Baviera (a ognuno il suo).

1
13 Set 2012
alle 10:20

Gabriele Gamba

il nostro paese deve smettere di correre e non iniziare.
questo articolo è un condensato di cagate.


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