Matteo Renzi non cade nella trappola di Berlusconi: "Se vinco io il primo rottamato sarà lui"

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L'investitura di Matteo Renzi ad alfiere della socialdemocrazia da parte di Silvio Berlusconi non coglie impreparato il sindaco di Firenze, che risponde immediatamente all'imboscata dell'ex presidente del Consiglio

 

E’ chiaro ormai che Matteo Renzi è visto da tutti i principali attori politici come un avversario pericolosissimo.

Dal momento in cui ha annunciato ufficialmente la propria candidatura alle primarie del Pd e, di conseguenza, anche alla guida del Governo, il sindaco di Firenze sta espressamente mirando ai voti moderati, con il proprio appello agli elettori delusi da Berlusconi. Per questo non poteva farsi attendere troppo la risposta del Cavaliere, che domenica 16 settembre, a bordo della nave “Msc Divina”, gli ha restituito il favore, impalmandolo come alfiere del traghettamento del Partito Democratico alla socialdemocrazia.

E’ il vecchio, ma sempre efficace, trucco del mettere gli avversari l’uno contro l’altro. Non che ce ne sia particolarmente bisogno, dato che già da tempo le armate di D’Alema-Bersani-Bindi e compagni stanno marciando decise verso l’Arno, sparando a più non posso; ma un ipotetico “appoggio” da parte di Berlusconi potrebbe spingere nelle primarie qualche indeciso verso Bersani, che evidentemente l’ex presidente del Consiglio giudica meno pericoloso.

Tuttavia nemmeno Renzi ha perso tempo, dichiarando il giorno stesso sul proprio profilo Twitter: “Berlusconi sa che se vinciamo noi, lui è il primo rottamato. Normale dunque che faccia il tifo per Bersani o Vendola. Ma noi vinciamo lo stesso”. Il primo cittadino di Firenze ha usato in precedenza l’espressione “rottamare” per indicare il destino dei vecchi dirigenti del Pd nel caso lui vincesse.

E’ innegabile: quando c’è di mezzo Berlusconi la politica italiana diventa più movimentata, accesa e fiammante, in negativo e in positivo. Ma dopo i fuochi d’artificio delle campagne elettorali tocca al governo. E finora è sempre andata male, quando lui ha vinto e anche quando ha perso.

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