Quattordicesima Inps: 200mila pensionati coinvolti, chieste indietro 400 euro

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I soldi verranno trattenuti in 12 mensilità sull'assegno della pensione

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Purtroppo non è uno scherzo (di cattivo gusto, tra l’altro…), è tutto vero: l’Inps ha chiesto a circa 200.000 pensionati italiani i soldi della quattordicesima erogata nel 2008, soldi che erano stati erogati… per errore. Una missiva, quella che hanno ricevuto molti ex lavoratori italiani, che ha lasciato di stucco fondamentalmente tutti quanti.

Facciamo un attimo chiarezza: in questo “errore” sono incappati coloro che hanno più di 64 anni e una pensione non superiore a 8.650 euro all’anno; in virtù di una legge datata 2007, queste persone hanno ricevuto una sorta di quattordicesima il cui importo varia a seconda degli anni di contributi versati. Il problema, però, è che alcuni dei redditi autocertificati si sono rivelati sbagliati, con un valore dichiarato ovviamente più basso di quello che si doveva. Un reddito reale più alto del minimo previsto per avere diritto alla quattordicesima e dunque ecco che le 200mila lettere di rimborso sono partite; l’Inps intende recuperare le somme corrisposte e che in realtà non erano dovute.

Il rientro avverrà con 12 trattenute sull’assegno mensile della pensione, il tutto a partire da novembre. Dunque le somme pensionistiche, che già di per sé non sono molto cospicue, vedranno una decurtazione che varierà tra i 28 e i 42 euro al mese. Il ritorno per l’Inps sarà di circa 80 milioni di euro: “Il 90% dei pensionati che hanno ricevuto indebitamente la quattordicesima non sapeva di non aver diritto a quei soldi e andare a richiedergli 30 euro al mese significa metterli in serie difficoltà - il pensiero del segretario generale della Federazione nazionale pensionati della Cisl, Gigi Bonfanti - per ora è una notizia giornalistica. Certo, avremmo gradito che l’Inps ci convocasse prima, e non dopo, aver dato la notizia ai giornali. Fanno il loro lavoro, ma da questa storia emergono le storture del nostro paese dove, indipendentemente da di chi sia l’errore, a rimetterci è sempre il più debole”.

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