Su Repubblica un articolo che sta facendo discutere soprattutto in rete: secondo il commentatore di Repubblica a eleggere Franco Fiorito sono tanti Franco Fiorito. E poi sono gli stessi che sbraitano contro la casta. E' la democrazia?

"Io questo Franco Fiorito lo conosco. E lo conoscete anche voi. Lo abbiamo visto dietro il bancone di un bar. Alla guida di un autobus. Alla cassa di una pescheria. In coda all'ufficio postale. È un normotipo popolare italiano".
Sono le prime righe dell'Amaca che Michele Serra ha pubblicato sul numero odierno di Repubblica. La sua tesi è che spesso gli italiani sbraitano contro la casta, ma "ove ne facessero parte, sarebbero identici a Franco Fiorito, per il semplice fatto che sono identici a Franco Fiorito anche adesso".
E in rete si sta aprendo un dibattito ampio. Anche perché il passaggio successivo di Serra è che tutto questo è una conseguenza della democrazia. Una domanda che va ben oltre il "caso Lazio" e il destino della presidente Renata Polverini, ma indaga il rapporto di "osmotico" tra elettori ed eletti.
E allora come fare a scegliere i propri rappresentanti? Tornare a una oligarchia "illuminata". In molti arrivano alla stessa conclusione dell'autore: "Non si cambia un paese se non cambia il suo popolo, non migliora un paese se non migliorano le persone, la loro cultura, le loro ambizioni".
L'Amaca, si diceva, sta saltando di bacheca in bacheca su Facebook perché la discussione passa da coloro che usano questi argomenti per confermare il prossimo astensionismo, al "quindi sono tutti uguali": giornalisti, opinion leader e molti militanti politici stanno aprendo flussi di botta e risposta e ogni volta ci sono decine di Mi Piace e di commenti. Ma "sono" o "siamo"?
In linea di massima, è corretto affermare che un rappresentante di un'istituzione pubblica non nasce in modo casuale. Se è vero - come è vero - che "siamo quello che mangiamo" - e, dunque, lato sensu , c'è sempre un rapporto tra la società che "nutre" certi personaggi ed i medesimi - è evidente che certi prodotti della politica rappresentano, incubano e prolificano anche in un "sentire" piuttosto diffuso nel tessuto sociale.
Ma, per fortuna, il concetto non è generalizzabile. Posso testimoniare che esistono persone che lavorano ed operano veramente con sincero spirito di servizio verso gli altri individui e verso la collettività tutta. E non parlo di gente religiosamente ispirata od, almeno, non mi riferisco solo a quella. Sono persone "religiose" in senso ampio e laico, per le quali la religione ha un significato prima di tutto etimologico (= legame). Esse sono e si sentono "legate" agli altri ed, in virtù di questo vincolo, si fanno carico della realtà con la quale vengono in contatto. Queste persone esistono, sono ed agiscono tra noi e sono ancora in grado di darci degli esempi.
Banalmente, riprendo il vecchio e ritrito concetto, secondo cui "fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce".
Abituiamoci ad ascoltare il suono della cerscita.
Lo sforzo che si sta facendo nel MoVimento 5 Stelle va intrinsecamente nella direzione indicata da Serra. Ovvero stimolare e accrescere nei Cittadini proprio ciò di cui il giornalista lamenta: “migliorare cultura, ambizioni e persone”. Il MoVimento 5 Stelle offre l'opportunità a tanti Cittadini di crescere, attraverso il loro impegno in prima persona, di migliorare sé stessi, di alzare lo sguardo, di avere una "Visione" nuova, diversa, della Vita sociale e politica cui il sistema fino ad oggi ci ha abituato e a cui, colpevolmente, ci siamo in qualche modo assuefatti. Berlusconi ha avuto il suo ventennio perché buona parte del Paese lo ha votato. Ma non tutto il Paese. Ma in che modo il M5S offre tali opportunità?
Non offre carriere politiche facili, redditizie ed eterne. Impone quelle regole, poche, ma molto chiare e precise che evidenziano e fanno una prima sostanziale differenza fra l'impegno nel M5S ed in qualsiasi altro partito tradizionale.
Sono state scritte e fissate da tempo. Da almeno 5 anni, e sono ormai note a tutti, benché Serra dimostri ancora di ignorarle e benché oggi se ne impossessino i "paraculi" dell'ultim'ora per farle proprie. Ma questi, per chi ha memoria corta, sono gli stessi che, dal 2008 ad oggi, hanno del tutto ignorato, non hanno alzato un dito, una voce, per dar seguito a quelle tre leggi di iniziativa popolare sottoscritte da 350.000 cittadini (ben oltre ogni quorum) e che oggi, guarda caso, inseriscono disinvoltamente nei propri programmi. Loro sì, non senza quell'ipocrisia opportunista, tutta italiana. La stessa che lamenta Serra.
L'M5S ha piantato dei paletti molto fermi a chiunque voglia impegnarsi in prima persona per FARE. Ha messo di fronte ognuno alle proprie responsabilità. Ognuno consapevole che dovrà spendere (tante) proprie energie, (tanto) tempo e anche del proprio denaro per mettere in pratica quel "darsi da FARE".
Se Serra avesse voglia di uscire qualche sera, all'ora e nel giorno che preferisce (siamo impegnati ogni sera e fin'oltre la mezzanotte), per assistere, da giornalista serio, informato e "sul pezzo", come lo si conosceva un tempo, alle riunioni dei nostri Gruppi di Lavoro sui temi più attuali e cruciali, sarebbe il benvenuto. Troverà chirurghi, ingegneri, biologi, operai, impiegati, studenti universitari, pensionati, imprenditori, uno spaccato esaustivo e variegato che compone la Società Civile. Tutti allocchi? Tutti abbindolati da un Comico? No, solo SERIAMENTE preoccupati di riappropriarsi del loro futuro.
Potrà formarsi un proprio giudizio "De Visu" sulla tipologia, la qualità, la forza di volontà di una Cittadinanza che si sta facendo carico di creare quella nuova Visione di cui sopra. Una Cittadinanza che ha intrinsecamente deciso di migliorare, oltre a sè stessa e la propria cultura, anche le proprie ambizioni, contrariamente a quanto perviene Serra nelle sue conclusioni. Conclusioni rivolte a chi sta lavorando sodo anche per costruire quella "Democrazia diretta" che è tutto meno che un "Mito".
Altrove è già nata. Hanno già imparato con successo a praticarla e si diffonderà anche da noi. Domani sarà visibile e chiara anche ad un commentatore attento come Serra che oggi, purtroppo ancora influenzato da preconcetti, dimostra di ignorare.
A proposito, può scegliere la città che vuole, quella che gli fosse più comoda. Siamo fisicamente e praticamente ovunque, può verificare in rete, ma non siamo solo in rete. Vedrà. Dove vuole, lo aspettiamo e con stima.
è logico che se non cambiano gli italiani... ovvio che certi personaggi sono stati eletti a furor di voti (da gente che adesso sicuramente urlerà contro la casta)
il dibattito al contrario, dalla pagina de "Il vernacoliere"
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=529851077032226&set=a.230002013683802.78250.229987527018584&type=1&theater
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alle 15:34
Giorgio Giovannini
non accetto l'affermazione "uno di noi" ma chi siede nel tavolo del magna magna, sono come una drogati. per arrivarci e restarci farebbero qualsiasi cosa. Il nome democrazia in Italia è usurpato, io lo chiamo sporco sistema generalizzato e consolidato, a tutti livelli. quelli che criticano forse, ma non siedono al tavolo, perciò non farei mal comune mezzo gaudio.