Scandalo spese Lazio: dopo le scuse della Polverini per ora solo promesse di ridurre la follia

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Durante una drammatica e inconsueta riunione del Consiglio regionale del Lazio il presidente Renata Polverini chiede scusa per le spese scellerate da parte del Pdl locale. Ma per ora c'è solo la promessa di ridurre gli sprechi

Alla fine se la sono cavata con un ordine del giorno. Le parole di fuoco pronunciate da Renata Polverini durante la riunione del Consiglio regionale del Lazio di lunedì 17 settembre hanno per ora rinviato di una settimana la resa dei conti tra i cittadini laziali e i loro politici regionali.

La riunione d’urgenza del Consiglio è nata dall’inchiesta aperta dalla Procura di Roma nei confronti di Franco Fiorito, ex capogruppo del Pdl, indagato per peculato. Sotto accusa è la gestione da parte del gruppo laziale del Pdl dei fondi ad esso assegnati dalla Regione, cioè denaro dei cittadini. Da verificare se Fiorito abbia o meno girato su conti spagnoli intestati a se stesso i soldi provenienti dal partito. Sono invece documentate, e diffuse dalla stampa, le spese folli dei membri locali del partito berlusconiano: cene a base di ostriche nei ristoranti di lusso, cravatte firmate, servizi di fotografi prestigiosi, champagne francese; decine di migliaia di euro (pubblici) per spese che con l’attività politica non hanno nulla a che fare.

La vicenda che coinvolge Fiorito richiama alla mente quella del senatore Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita, che ha trascorso quasi tre mesi in carcere per appropriazione indebita, legata all’ammanco di 25 milioni dalle casse del partito; martedì 18 settembre il Gip di Roma ha disposto gli arresti domiciliari in un convento abruzzese. Lo stesso giorno Francesco Rutelli ha consegnato al ministero dell’economia 5 milioni, impegnandosi a versare altre somme a titolo di risarcimento da parte del partito, col procedere delle indagini sullattività del senatore e della moglie.

Lo scandalo del Lazio ha costretto il presidente regionale a minacciare le dimissioni se l’andazzo non verrà interrotto. Però l’unica decisione al termine della drammatica riunione del 17 settembre è un impegno a presentare entro sette giorni una proposta legislativa per ridurre le spese dei gruppi consiliari. Non basta che la Polverini chieda scusa. E’ necessario che fatti concreti diano seguito alle parole. Che la facciano finita con i gruppi composti da una sola persona e con le commissioni utili solo a mangiare soldi (non è solo un problema del Lazio, purtroppo). E senza i soliti giochetti per imbrogliare le carte. Se fra una settimana se ne usciranno con un provvedimento che taglia solo gli spiccioli e la Polverini non si dimette realmente, allora sarà l’ennesima presa in giro.

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