Matteo Renzi e i dirigenti del PD: più temuto di Beppe Grillo, più odiato di Silvio Berlusconi

Scritto da: -

La candidatura del sindaco di Firenze fa vedere i sorci verdi ai vertici del PD, come ai bei tempi delle "correnti" DC. Renzi un nuovo Cavour?

“Sì, vogliamo ridurre il debito pubblico ma senza aumentare le tasse. Abbassarle è un imperativo”.

E’ una delle frasi più importanti della lettera di Matteo Renzi pubblicata dal Corriere della Sera domenica 9 settembre. Auguri al sindaco di Firenze, di tutto cuore. Se riuscisse nell’intento, si collocherebbe nella classifica degli statisti italiani subito dopo Cavour. Potrebbe farlo. Se prevalesse alle primarie del PD. Se vincesse le elezioni. Se riuscisse a neutralizzare i vecchi elefanti del suo partito. Se fosse in grado di sottomettere i partiti alleati e il loro potere di ricatto. Se avesse la forza per colpire duramente l’apparato pubblico, primo responsabile dell’enorme debito pubblico italiano. Se. Se. Se. Le incognite sono troppe, e del resto varrebbero anche se vincesse il centrodestra.

Il nemico è meno pericoloso quando è in fasce, quindi la tattica più efficace è soffocarlo nella culla. E’ una lezione che il gruppo di comando del PD conosce benissimo, per cui la sta applicando in modo sistematico contro Renzi. Va distrutto adesso, che è relativamente debole. Più tempo passa, più diventa forte, e allora potrebbe essere troppo tardi. Caricate! Puntate! Fuoco! “E’ inadatto a governare” (D’Alema); “Se partecipa alle primarie, deve dimettersi da sindaco” (Fioroni); “Uno che non sa nemmeno fare il sindaco della sua città” (Bindi); “Punta dritto a far saltare il PD” (Merlo). E le bordate degli altri partiti: “Un juke-box di banalità” (Vendola); Non è nessuno” (Grillo); “Farebbe ridere ad un vertice con la Merkel” (Casini).

Altro che Grillo. E’ Matteo Renzi il vero terrore dei vertici di sinistra. E se chiedessero aiuto a Berlusconi?

Vota l'articolo:
3.00 su 5.00 basato su 4 voti.